Il numero estivo di VIVERE SOSTENIBILE a Parma e Piacenza

Ragioniamo di scelte, di felicità e di libertà in questo numero ricco di spunti, ricette, possibilità di approfondimento su tanti temi che riguardano la nostra vita e la sostenibilità che possiamo adottare: dall’alimentazione al benessere, dalle vacanze ecologiche a un approccio veramente naturale per l’orto e il giardino.

Buona lettura del numero estivo di VIVERE SOSTENIBILE a Parma e Piacenza!

Per riceverlo ogni trimestre via email GRATUITAMENTE, scrivi a vs@viveresostenibile.net specificando l’edizione PR-PC, grazie

Centri estivi immersi nella tranquillità della natura

Già da 3 anni la scuola ad indirizzo Steiner Waldorf di Fidenza (PR) offre un aiuto ai genitori che lavorano durante l’estate proponendo un centro estivo in linea con la propria pedagogia: dopo un anno di lavoro i bambini si potranno rilassare all’aria aperta, all’ombra di grandi alberi, giocare liberamente e fare qualche attività per rendere la giornata stimolante e gradevole. Lana filata o cardata, cotone, creta o plastilina naturale, legno sono alcuni dei materiali che verranno utilizzati in piccoli laboratori creativi; avventurose passeggiate nel bosco e nei campi e quando il sole sarà troppo caldo giochi con l’acqua.
Per capire il clima che si vive nel centro estivo facciamo un passo indietro nell’anno scolastico e cerchiamo di capire cosa vivono i bambini all’interno di una scuola Waldorf. 
Da genitori ci saremo chiesti più volte cosa vogliamo dalla scuola in cui mandiamo i nostri figli e avremo fatto di sicuro un elenco di priorità. Proviamo a fare un passo indietro nella nostra vita e a ritornare a quando avevamo 6 anni: si avvicina il primo girono di scuola, siamo emozionati: come vorremmo che fosse? Di sicuro vorremmo giocare tanto, correre, arrampicarci sugli alberi, stare tanto all’aperto e avere il tempo di confidarci con i nostri amici. Nel frattempo però sentiamo che alcune domande fanno capolino nella nostra testa: vorremmo vedere il punto preciso dove nasce il fiume nel quale abbiamo giocato durante l’estate in montagna, vorremmo sapere dove vanno le stelle che abbiamo visto cadere nelle notti di agosto, vorremmo sapere come si costruisce una barchetta in grado di stare a galla.
Quando si entra in una scuola Waldorf solitamente si rimane colpiti dall’ambiente: colori pastello alle pareti, tanto legno e materiali naturali, sculture in creta, cartine geografiche disegnate a mano, porta flauti colorati realizzati a maglia dai bambini: non si può fare a meno di pensare che a 6 anni ci sarebbe piaciuto entrare in una scuola così!
Dietro tutta questa cura, sicuramente accattivante per il bambino, c’è in realtà uno studio molto approfondito, ogni singolo dettaglio porta con sé un significato sacro e profondo.
Rudolf Steiner ha elaborato una pedagogia partendo proprio da un’attenta analisi dell’essere umano: ha considerato la sua evoluzione nel corso della storia, il grado di maturità raggiunto e le necessità di cui abbisogna per evolversi ulteriormente. Le scuole Waldorf presentano un approccio verso l’apprendimento che tende a rispondere fondamentalmente ad un obbiettivo: educare il bambino affinché diventi un adulto sano, responsabile, capace di riconoscere i propri talenti e di lavorare sulle proprie debolezze, così da poter vivere una vita serena e felice, affrontando con coraggio e determinazione le difficoltà che inevitabilmente si presentano. Per questa ragione durante il primo settennio, all’asilo, i bambini trascorrono le loro giornate seguendo ritmi ben precisi, questo infonde profonda sicurezza, e possono giocare liberamente con teli, mattoncini di legno grezzo, tavoli e sedie per creare ogni giorno uno scenario diverso e dare spazio alla creatività e alla fantasia: con gli stessi oggetti un giorno creano una carrozza che porta il principe al castello, un altro giorno un’astronave che va nello spazio! Nel secondo settennio, invece, momento in cui il bambino sviluppa il proprio sentire, le nozioni scolastiche vengono portate attraverso l’arte: le emozioni così aiuteranno a interiorizzare profondamente i concetti (per capire quant’è lungo un chilometro lo si percorre a piedi, le tabelline si studiano attraverso esercizi ritmici di canto, e così via): l’obbiettivo di un maestro Waldorf è di insegnare ai propri alunni ad imparare dalla vita stessa.

Per info e prenotazioni: eventi.lacasadoro@gmail.com oppure 339.1210165

ASSOCIAZIONE PER LA LIBERA PEDAGOGIA STEINERIANA

GIARDINO D’INFANZIA – LA CASA D’ORO –

ISTRUZIONE PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO

LOC. CABRIOLO 40 – 41, 43036 FIDENZA (PR)

WWW.LACASADORO.ORG
E-MAIL:LACASADORO@GMAIL.COMTELEFONO: 366.3296591

 

 

Farmacia Natura

Farmacia Natura è nata a Parma negli ultimi giorni di marzo del 2014, da un’idea della direzione di farmacia Ponte Dattaro, una farmacia di Parma da molti anni impegnata nella divulgazione dell’etica bio e vegan e del rispetto dell’ambiente. Il progetto, non a caso avviato nella prima farmacia dell’Emilia-Romagna accreditata VeganOK, era quello di avvicinare il maggior numero possibile di ragazze al mondo della cosmesi naturale, offrendo a tutte un’alternativa di qualità, a prezzi accessibili, ai marchi della profumeria low-cost, ma spesso anche low-quality, presenti sul mercato e largamente diffusi fra le giovanissime.

Il successo è stato immediato e superiore alle più rosee attese, consentendo subito di estendere il target ad un’utenza estesa, non limitata alle giovani generazioni. Ora Farmacia Natura è un’azienda indipendente, di consolidata reputazione, presente sul web con un marchio conosciuto e stimato. Le aziende trattate sono ormai una sessantina e gli articoli oltre cinquemila, consegnati giornalmente attraverso due corrieri che raggiungono rapidamente ogni punto della penisola e delle isole nazionali.

Il backoffice è nelle mani di due giovani professioniste, Marta e Ramona, anch’esse ben note ai frequentatori del bioweb e dotate di una notevole esperienza nel mondo della cosmesi naturale e dell’integrazione alimentare.

Il sito è raggiungibile all’indirizzo www.farmacianatura.it, al quale è presente il catalogo degli articoli disponibili per la spedizione, ma anche per il ritiro diretto presso farmacia Ponte Dattaro, giornalmente rifornita da Farmacia Natura.

Come in tutte le avventure di questo genere, l’entusiasmo dei protagonisti è stato essenziale non solo nel generare, ma anche nel sostenere le attività dell’impresa, che oggi può vantare una clientela diffusa capillarmente in tutto il territorio italiano e che rappresenta l’incentivo per le nuove sfide che attendono Farmacia Natura nell’anno corrente ed in quelli a venire.

Per un’azienda giovane, la cui struttura è sostenuta da personale giovane, il successo è tutto nella considerazione di una clientela che manifesta a propria volta un entusiasmo crescente, nel nome di un commercio solidale che cresca insieme al mondo che Farmacia Natura vuole continuare a rappresentare, com’è stato dal giorno della sua nascita.

L’albero del Caffè: il gusto dell’etica


Nelle orecchie ancora il suono della sveglia, negli occhi le prime luci del mattino, in bocca solo la voglia di caffè.

Siedo, in attesa del gorgoglìo della moka. E penso.

Fa la differenza che questo caffè non sia stato prodotto da una grande industria ma curato da un piccolo artigiano?

E fa la differenza che non sia stato comprato scorrendo il dito sul catalogo di un grossista, ma con una stretta di mano con il produttore, a casa sua, che sia in Africa, Asia o Americhe?

E che differenza fa se chi lo ha tostato e chi lo ha coltivato hanno seduto, fianco a fianco, stanchi per la giornata di lavoro passata insieme, ad ascoltare la pioggia che cadeva sul tetto di lamiera, bevendo caffè caldo e parlando. Confrontandosi e confortandosi. E assieme abbiano guardato l’alba del giorno seguente crescere da dietro le montagne, sperando che il sole splendesse per tutta la giornata?

E se ancora, insieme, tostatore e coltivatore, hanno guardato un’altra alba, quella di Bologna, preparandosi a tostare quello stesso caffè?

Magari non per tutti fa la differenza, ma per me sì. E già il solo suono della moka mi sembra diverso, quasi un canto.

E allora vorrei che quel caffè che è stato tanto seguito ed amato, non sia lavorato da macchine automatiche mosse dalla legge del massimo profitto, ma che sia curato da mani sapienti, rispettandone i tempi e la ricchezza degli aromi. E magari non in una fabbrica che se ne sta indifferente del territorio a cui dovrebbe appartenere, ma in una realtà aperta che collabora con le associazioni e le persone protagoniste della nostra decrescita. Vorrei che un po’ della forza e del profumo di quei chicchi fosse strumento per riscaldare il cuore di persone che dalla vita hanno avuto qualche difficoltà in più. Come se la torrefazione fosse un’isola dove fermarsi un poco a tirare il fiato e riprendere le forze e la voglia di ripartire.

Così verso il caffè dalla moka alla tazzina, la mia tazzina, quella che mi scalda le labbra ogni mattina. Ed il profumo si spande e sa di cioccolato.

Ecco, L’albero del Caffè è tutto questo: un’idea di Buono che si fa concreta con ogni scelta quotidiana. Noi crediamo che chi sceglie un prodotto Biologico ed Etico merita che sia anche buonissimo. E noi, il caffè, lo facciamo Buonissimo.

www.alberodelcaffe.org

Diventiamo eretici e coraggiosi, concediamoci libertà e felicità!

di Silvano Venturadirezione@viveresostenibile.net

Grazie al lavoro che svolgo, incontro moltissime persone e, purtroppo, tante di queste sono tendenzialmente insoddisfatte e infelici. Spesso si tratta di “belle persone”, che fanno lavori interessanti, che hanno amici e una vita sociale e affettiva abbastanza gratificante, ma allora mi chiedo, perché non si sentono pienamente libere e felici? Forse è perché, tutti, cerchiamo nel posto sbagliato: fuori di noi stessi, invece che dentro. Questo accade perché è più facile dare la colpa della nostra insoddisfazione agli altri, all’ambiente, alla società, alla crisi, alla scarsità di denaro, ecc.

E’ enormemente più facile e comodo, passare le nostre giornate lamentandoci e giudicando, ma questo non ci renderà né liberi, né felici.

Felicità e libertà, sono una responsabilità personale di ognuno di noi!

Uno dei temi di insoddisfazione che più spesso mi viene proposto, è la scarsità di denaro. Ma è vero che i soldi fanno la felicità? Penso che difficilmente si possa davvero sentirsi più liberi e realizzati, semplicemente guadagnando di più e spendendo di più. La sola disponibilità finanziaria, non può dare gioia e realizzazione, ma è il modo più semplice e “socialmente apprezzato”, per cercare la felicità e la libertà nel modo e nel posto sbagliato: fuori di noi.

La “ruota del criceto”: lavora di più, per spendere di più in modo che la tua necessità di denaro ti costringa a lavorare ancora di più, è così “ipnotica” da farci spesso dimenticare la gabbia nella quale è inserita!

Il racconto della mia esperienza personale che voglio condividere con voi, è quello della strada che personalmente sto percorrendo per cercare un senso nella mia vita, per cercare di essere pienamente libero e felice, condividendo queste gioie con le persone che mi circondano. Non è una strada facile, perché passa dalla piena e totale assunzione della responsabilità delle mie scelte e delle conseguenze che queste comportano, su di me, sulla mia vita e su quella delle persone che amo.

Tuttavia credo sia necessario avere il coraggio di decisioni, a volte dolorose, che mi facciano crescere, evolvere a livello personale e spirituale. Non è facile e non esistono scorciatoie.

O meglio, ne esistono tante! Ma che senso ha prendere una scorciatoia e perdersi così i panorami più belli e incantati della propria vita?

Ognuno di noi ha il proprio destino e il proprio percorso verso la felicità. Riconoscere questo percorso è la prima responsabilità che dobbiamo accettare. Basta scuse e basta dare la responsabilità della nostra vita ad altri.

La responsabilità è potere!

Il potere di agire in prima persona sulla propria esistenza con scelte grandi e piccole, ogni giorno della nostra vita.

 

Lo scopo ultimo della vita è quello di evolvere, di conoscere, di imparare, di restituire e condividere conoscenza, emozioni e ricchezza, alle persone che amiamo e all’ambiente che ci circonda. Scendere dalla ruota del criceto delle convenzioni sociali e aprire la gabbia della pigrizia personale e delle abitudini, assumendosi appieno la responsabilità del proprio cammino nel mondo e nella vita. Per me questo significa essere eretici e coraggiosi. Per me questa è la felicità!

2017, il CAMMINO di VIVERE SOSTENIBILE e della TRANSIZIONE

La VIA FRANCIGENA, scavallando dalla pianura al mare sulle orme degli antichi pellegrini, in cerca di un mondo nuovo

Da domenica 25 giugno al 29 giugno 2017 da Berceto (PR) a Sarzana (SP)


Tappa 1 domenica 25
Si raggiunge Berceto, sulle colline parmensi in bus
(n.90) da Fornovo (dove si può arrivare in macchina o
in treno). Da qui attorno alle 12, parte la prima tappa
del cammino che in realtà è solo la metà della tappa
n.21 della Via Francigena. In circa 10 km di cammino
si raggiunge il Passo della Cisa, dove si potrà mangiare
e dormire all’ostello della Cisa.
Tappa 2 lunedì 26
Dal Passo della Cisa a Pontremoli. Km 22, Tappa n. 22
della Via Francigena. Purtroppo non ci sono punti intermedi.
È la tappa più lunga, ma dovrebbe essere compensata
dalla bellezza dei luoghi.
Tappa 3 martedì 27
Da Pontremoli a Villafranca in Lunigiana. Km 17.
Metà della Tappa n. 23 della Via Francigena.
Tappa 4 mercoledì 28
Da Villafranca in Lunigiana ad Aulla. Km 15 circa.
La seconda Metà della Tappa n. 23 della Via Francigena.
Tappa 5 giovedì 29
Da Aulla a Sarzana. Km 16, Tappa n. 24 della Via Francigena.
Da qui, sarà possibile raggiugere le 5 Terre in
bus/treno oppure tornare a casa (treno fino a Fornovo).
Quota pro capite:
210 euro + 15 di l’iscrizione all’Associazione Italiana Comunità Sostenibili con copertura assicurativa.
La quota comprende: 4 pernottamenti in stanze multiple e 4 cene in locali caratteristici.
La quota non comprende: trasporti, colazioni e pranzi a carico di ognuno.
Numero massimo di iscritti: 12.
Pre-adesioni con email completa di nome, cognome e numero di tel. a info@viveresostenibile.net entro il 7 Maggio 2017.

Tel. per info: 335/7187453

L’amore nel mondo animale

di Roberto Marchesini zooantropologia@siua.it

 

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Amore, fedeltà, esclusività… sono parole molto importanti per l’essere umano che troppo spesso però vorrebbe di applicarle pari pari al mondo animale, e questo – fate attenzione! – quasi sempre causa delle sofferenze. Amore disinteressato, totale dedizione, affetto incondizionato sono i luoghi comuni che il nostro egoismo pretende dai pet, in una visione esclusiva dell’animale familiare. Sgombriamo subito il campo da questi stereotipi. Una relazione per poter essere fonte di benessere dev’essere equilibrata e aperta al mondo esterno e non morbosa e chiusa al proprio interno: se ciò è vero nel rapporto tra uomini, lo è ancor di più quando ci riferiamo ai nostri beniamini animali.

Il perché è molto semplice questa relazione è inevitabilmente asimmetrica, cioè il gatto e il cane di casa si trovano loro malgrado ad assecondare le nostre richieste con il rischio pericoloso di vedere in loro dei figli, o, peggio ancora, dei giocattoli. Il pet non può far altro, così, che subire questa costrizione, quel ruolo imposto da noi e non ricercato attraverso una loro libera espressione: essere animali! Ci piace pensare che per il nostro cane o il nostro gatto noi rappresentiamo l’unica fonte di affetto e interesse, pretendiamo da loro l’esclusività, spesso dando libero sfogo a tutto il nostro egocentrismo senza preoccuparci se la nostra relazione sia veramente espressa a 360 gradi, naturale, ovvero in tutte le dimensioni di cui lui abbia necessità, e se tale chiusura non sia una privazione per lui. Quante volte assistiamo a cani che hanno incapacità a rapportarsi con altri cani, solo perché il proprietario non permette loro di vivere con un pizzico di libertà e autonomia la passeggiata! E, ancora, quanti quattrozampe arrivano a soffrire di ansia da separazione solo perché il proprietario non si preoccupa di dare maturazione al processo di attaccamento del cucciolo, conducendolo, come natura impone, al processo di distacco ovvero alla sua autonomia relazionale e affettiva di adulto! Il cucciolo va aiutato a diventare “socialmente abile” e per far questo si deve agire sia sull’attaccamento – sapendo che il distacco non compromette il legame bensì lo fa passare dal modello parentale a quello sociale – sia sull’esperienza di socializzazione.

Parlare di amore, così come noi lo intendiamo, può condurre a errori e non farci comprender la vera natura del nostro legame con i pet, che nel cane può essere addirittura più profondo di quello che gli uomini costruiscono tra loro. I cani non ragionano in modo individuale bensì collettivo, si identificano con il gruppo e hanno sempre bisogno di sentire che la propria esistenza poggia su una dimensione sociale. Dobbiamo allora prima di tutto comprendere che cani e gatti appartengono a specie differenti dalla nostra e che hanno un modo proprio (che gli etologi chiamano specie-specifico) di vivere la loro sfera emotiva sia in rapporto ai membri della loro comunità di specie che verso noi umani. Umani che troppo spesso crediamo di aver la verità in tasta e che il nostro modo di osservare il mondo, anche quello dei sentimenti, sia l’unico possibile. Ecco, gli animali, ci ricordano che non è così!

 

Roberto Marchesini (Bologna 1959) è filosofo, etologo e zooantropologo. Da oltre vent’anni conduce una ricerca interdisciplinare volta a ridefinire il ruolo degli animali non umani nella nostra società. Direttore del Centro Studi Filosofia Postumanista e della Scuola di interazione uomo-animale (Siua), è autore di oltre un centinaio di pubblicazioni nel campo della bioetica animale, delle scienze cognitive e della filosofia post-human. È’ inoltre direttore della rivista “Animal Studies”, la rivista italiana di antispecismo (Novalgos).

 

Sboccia la primavera con VIVERE SOSTENIBILE

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Vivere Sostenibile PR e PC primavera 2017

Fiori, sorrisi, letture, appuntamenti, passeggiate, fotografie… tante le suggestioni per questo numero di Primavera di VIVERE SOSTENIBILE a Parma e Piacenza! Scelte alimentari, ma anche per l’arredamento, che siano in linea con l’ambiente e la bellezza, che sempre bene fa. All’interno lo speciale ORTI e GIARDINI, con consigli, accorgimenti utili per noi e per il nostro verde. Tra le novità: il primo dei Libri di VIVERE SOSTENIBILE, una collana per lettori “speciali”. E’ “La sostenibile leggerezza del viaggio” guida-diario per un turismo sostenibile, di Eliana Lazzareschi Belloni, edito da Impressioni Grafiche. Buona lettura, quindi, e buon inizio primavera!
Per ricevere ogni mese il pdf di VIVERE SOSTENIBILE a Parma e Piacenza, scrivi a vs@viveresostenibile.net

Conosciamo STUDIO ARBORA: giardini e natura

A cura della Dott. Agr. Elisa Marmiroli

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Noi tutti riconosciamo l’importanza che rivestono gli ambienti naturali all’interno delle nostre città, i giardini delle nostre abitazioni e degli spazi di lavoro, e di come essi possano influire positivamente sulla qualità della vita delle persone. Prendersi cura della natura e dei giardini, osservando il mutare delle stagioni, aiuta a mantenerci in connessione con il tempo e i luoghi in cui viviamo, rendendoci consapevoli dell’importanza delle nostre azioni.

Studio arbora si occupa con grande passione, da ormai sei anni, della progettazione di spazi verdi, sia pubblici sia privati, della consulenza relativa alla loro manutenzione e della gestione del patrimonio arboreo, mettendo a servizio dei propri clienti le imprescindibili conoscenze tecniche e agronomiche, per tradurre in realtà le loro aspirazioni e i loro desideri.

Il nostro intento è progettare spazi in grado di emozionare, di riavvicinare alla bellezza misteriosa della natura, con particolare attenzione, non solo alla valenza estetica, ma anche alla durabilità e alla sostenibilità nel tempo; attraverso il servizio di garden coach insegniamo a ciascun cliente come prendersi cura del proprio angolo di verde.

Studio arbora svolge da diversi anni un’intensa attività divulgativa e di formazione rivolta a semplici appassionati e a professionisti del settore; a partire dal 2015 ha dato vita all’apprezzata rassegna “Il giardino si racconta”, dedicata a promuovere e diffondere la cultura dei giardini e a condividere la passione per il giardinaggio. Quest’anno la rassegna, a ingresso gratuito, è dedicata al tema sempre più attuale dei giardini naturali e naturalistici, intesi come spazi verdi che celebrano la Natura e la sua dinamica bellezza. Partendo dall’osservazione degli ambienti naturali per arrivare allo studio di noti giardini contemporanei, si insegnerà come scegliere e associare le specie vegetali più idonee, enfatizzare gli aspetti sensoriali dei propri giardini e creare occasioni per osservare la piccola fauna selvatica.

Il calendario completo degli incontri è disponibile sul sito: www.studioarbora.it

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Nella foto: Bosco Urbano, quartiere Eurosia (Parma).

Per informazioni: Studio arbora dell’agronomo Elisa Marmiroli

Vigatto, Parma

Sito web: www.studioarbora.it

E-mail: info@studioarbora.it

Facebook: www.facebook.com/studioarbora/

Frutti Antichi, la rassegna di primavera che protegge la biodiversità

Il 13 e il 14 maggio 2017 al Castello di Paderna vicino Piacenza, la rassegna di piante, fiori e frutti dimenticati e prodotti di alto artigianato, promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano

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I saperi più originari che nascono dal lavoro della terra, il recupero di sapori quasi scomparsi, l’arte artigiana che fa parte dell’identità di ogni angolo di territorio, la salvaguardia della biodiversità e della preziosa ricchezza delle produzioni agricole italiane sono protagonisti di Frutti Antichi – rassegna di piante, fiori e frutti dimenticati, prodotti di alto artigianato – il 13 e 14 maggio 2017 al Castello di Paderna, a pochi km da Piacenza. La manifestazione, una delle più longeve d’Italia dedicate al florovivaismo e alla terza edizione nella sua versione primaverile, è promossa dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e organizzata in collaborazione con il Castello di Paderna e il Comitato Fai di Piacenza. Per 2 giorni, circa 130 espositori selezionati invitano i visitatori alla scoperta delle più ricercate e variegate specie floreali ed arboree e delle primizie dell’orto; inoltre sono a disposizione per condividere con i visitatori i segreti delle tecniche di coltivazione. Ampio spazio è riservato all’arredo da giardino, all’antiquariato e all’artigianato, espresso sia nelle forme della tradizione rurale che in creazioni artistiche di particolare raffinatezza

Il programma, ricco di eventi, tra cui conferenze, laboratori per grandi e piccoli, presentazioni di libri, mette a confronto operatori del settore, studiosi e rappresentanti delle istituzioni provenienti da tutta Italia, all’insegna della valorizzazione dell’ambiente, della promozione di uno stile di vita più vicino alla natura e della salvaguardia del patrimonio genetico delle specie naturali che rischiano l’estinzione. I contributi raccolti per l’ingresso a Frutti Antichi sono destinati al restauro e manutenzione di uno dei Beni naturalistici ed architettonici di cui si prende cura il FAI.

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Per informazioni: Frutti Antichi

Castello di Paderna,

Strada Paderna Montanaro, 10, 29010 Pontenure (PC)

Segreteria Tel. +39 3349790207

E-mail: fruttiantichi@alice.it

Sito Web: www.fruttiantichi.net